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Fringe Benefit e Welfare Aziendale: tutto quello che devi sapere

Quando si parla di welfare aziendale e di fringe benefit ci sono delle sostanziali differenze, che spesso non sono molto chiare a dipendenti e datori di lavoro.

Ho stilato questo articolo per fare chiarezza sulla questione e fornire qualche informazione più dettagliata sul funzionamento e sulle possibilità offerte dalle due misure governative.

Nella prima parte dell’articolo troverete le risposte alle principali domande sul fringe benefit, nella seconda parte un excursus sulle possibilità offerte dal welfare aziendale.

In conclusione poi ho aggiunto un link per alcuni approfondimenti più tecnici ed economici sulle possibilità di rimborso e di usufrutto.

Fringe Benefit e Flexible benefit

Cos’è il Fringe Benefit?

I Fringe Benefit, o “benefici accessori”, sono “compensi in natura” (ossia beni o servizi e non somme di denaro) che vengono concessi dall’azienda al dipendente in aggiunta alla normale retribuzione. Sono solitamente legati alla funzione del dipendente e servono per agevolarlo nello svolgimento della propria mansione lavorativa sgravandolo di alcune spese.

Quali sono esempi di Fringe Benefit?

I Fringe Benefit più spesso concessi sono: il telefono cellulare, il computer portatile o il tablet, l’abitazione in affitto, i buoni pasto e buoni carburante, l’automobile aziendale.

Qual è la tassazione dei Fringe Benefit?

I Fringe Benefit si considerano come parte della retribuzione e concorrono nella formazione del reddito da lavoro. Per questo sono soggetti alla tassazione IRPEF e ai contributi INPS ma solamente se il loro valore supera la soglia di esenzione di € 258,23.

I Fringe Benefit sono riportati in busta paga?

Sì, compaiono ogni mese in busta paga in quanto fanno parte della categoria “compenso in natura”.

I Fringe Benefit sono solo per i lavoratori in smart working?

No, i vantaggi accessori alla normale retribuzione possono essere concessi dall’azienda a qualsiasi dipendente per la particolare mansione svolta, che sia o meno in smart working.

Qual è la differenza tra Fringe Benefit e Flexible Benefit?

I Fringe Benefit e i Flexible Benefit rientrano entrambi tra le politiche di welfare aziendale, tuttavia vi sono delle differenze che riguardano la loro funzione, disciplina e tassazione.

I Fringe Benefit sono legati alla mansione del dipendente e servono per sgravarlo di alcune spese agevolandolo nel suo lavoro. Sono disciplinati all’interno del contratto individuale che l’azienda stipula con il lavoratore e concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente. I Fringe Benefits il cui corrispondente valore è inferiore a € 258,23, non concorrono a formare reddito e non vengono tassati.

I Flexible Benefit sono benefici (beni o servizi) rivolti più alla vita personale del dipendente, con lo scopo di migliorare la qualità della sua vita e di quella dei suoi familiari e favorire la conciliazione degli impegni lavorativi con quelli privati, aumentando il suo benessere generale (ne fanno parte, ad esempio, assistenza sanitaria, pensione integrativa, servizi di assistenza agli anziani, servizi di trasporto, tasse scolastiche e borse di studio, viaggi, ecc.). Devono essere erogati a tutti i dipendenti, o a loro categorie omogenee, e vengono disciplinati da appositi accordi bilaterali o regolamenti aziendali. Sono esenti dal pagamento di tasse e contributi in quanto non concorrono a costituire il reddito da lavoro dipendente e, a differenza dei Fringe Benefit, non hanno limiti di spendibilità, se non quelli stabiliti dall’azienda in fase di contrattazione o dal Regolamento.

Welfare aziendale

Cos’è il welfare aziendale e quali Tipologie di benefit offre

Il welfare è uno strumento fondamentale, e forse quello più efficace, per migliorare il clima aziendale e aumentare il benessere dei dipendenti. Un’azienda dotata di un piano di welfare strutturato e attento ai bisogni delle persone è in grado di trattenere i talenti migliori e attrarne di nuovi.

Dotarsi di un piano di welfare aziendale, infatti, mette a disposizione dei lavoratori benefit dal valore non solo economico, ma anche di vero e proprio benessere, come la possibilità di conciliare vita privata e vita lavorativa.

È così che i dati dimostrano come un piano di welfare favorisca il raggiungimento di un’elevata produttività e competitività, senza intaccare la sostenibilità di lungo periodo del piano economico dell’azienda.

I beni e i servizi a disposizione dei dipendenti sono molto eterogenei: riguardano rimborsi di tasse e testi scolastici, servizi di nursery e baby-sitting, campi estivi, buoni spesa, gift card, voucher, abbonamenti in palestra, viaggi, rimborsi visite specialistiche, e tanti altri servizi per il dipendente e la famiglia. In base alle preferenze dimostrate dai lavoratori, al primo posto si colloca l’assistenza sanitaria, seguita da soluzioni di sostegno al reddito, soluzioni per l’istruzione, misure per familiari minori, previdenza e attività ricreative.

Principali aspetti che caratterizzano il welfare aziendale in Italia

Le leggi originali e le successive modifiche hanno fatto sì che, ad oggi, i principali aspetti che caratterizzano il welfare in Italia siano i seguenti.

  • Le aziende possono dedurre dal reddito imponibile le spese destinate al welfare derogando il limite del 5×1000 del costo del lavoro.
  • I voucher non possono avere un valore superiore a € 258,23 se utilizzati come fringe benefit (es. buoni spesa e carburante), mentre non sono previsti limiti per altre categorie di servizi, come la scuola o altri servizi ludici-ricreativi (viaggi, hotel, corsi, attività sportive, attività culturali).
  • I benefit del welfare sono rivolti sia ai dipendenti che ai loro familiari (art.11 del TUIR: il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, i figli, compresi quelli adottati o affidati, genitori, suoceri, fratelli e sorelle).
  • Le opere e i servizi possono essere erogati e messi a disposizione dei dipendenti in modo diretto da parte del datore di lavoro oppure ricorrendo a provider di servizi esterni. Tuttavia è vietata l’erogazione di somme di denaro dirette dall’azienda al dipendente.
  • Il Premio di Produttività (o di Risultato) legato ai risultati aziendali in termini di incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione delle imprese italiane è trasformabile in welfare.
  • È di 80.000€ il valore massimo dei redditi da lavoro dei dipendenti che possono ottenere la completa detassazione dei premi di risultato e di € 3.000 il valore massimo del premio erogabile tramite PdR.
  • Per l’azienda è prevista la deducibilità dal reddito aziendale dei servizi di welfare offerti nell’ambito di un accordo vincolante per l’impresa come: contratti nazionali, regolamenti aziendali negoziati tra l’impresa e i sindacati, accordi territoriali o interconfederali.
  • Il welfare cosiddetto “Puro” può essere applicato anche con una finalità premiale per l’azienda e godere di piena deducibilità fiscale.
I vantaggi del welfare aziendale per l’impresa e per i dipendenti

I vantaggi del welfare aziendale, se applicato intelligentemente dall’azienda e con un piano strutturato, sono duplici.

Da un lato vantaggi economici per l’azienda e per il dipendente, dall’altro un miglioramento della capacità lavorativa dei singoli e spesso è dimostrato, del clima aziendale.

Vantaggi per l’azienda

DIRETTI E ECONOMICI

  • totale deducibilità fiscale ai fini IRES/IRAP;
  • risparmio contributivo sul costo del personale.

INDIRETTI

  • maggior produttività dei dipendenti;
  • riduzione dell’assenteismo;
  • migliori prestazioni lavorative;
  • riduzione del turnover e quindi capacità di trattenere personale qualificato;
  • miglioramento dell’immagine e della reputazione aziendale e quindi maggior capacità di attrarre nuovi talenti;
Vantaggi per il dipendente

DIRETTI E ECONOMICI

  • l’aumento del potere d’acquisto della propria retribuzione;
  • ottimizzazione del risparmio e miglioramento dell’efficienza fiscale nell’allocazione delle risorse.

INDIRETTI

  • aumentare il benessere del lavoratore;
  • aiuta il potere d’acquisto del dipendente;
  • aiuta a migliorare la conciliazione dei tempi tra vita privata e familiare e quella professionale, in modo concreto e sulla base delle diverse necessità di ciascuno.

 

Per ulteriori approfondimenti ed alcuni informazioni più tecniche, puoi scaricare la scheda a questo link. In questo PDF troverai maggiori dettagli su limiti e leggi su fringe benefit e welfare aziendale.

 

Se anche tu vuoi consigli o aiuto per la gestione della tua impresa e per implementare la formazione o politiche di welfare, contattami.

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