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Welfare aziendale: vantaggi per tutti

Il piano di welfare che fa bene all’azienda ed al dipendente.

Welfare aziendale? I miei dipendenti preferiscono i soldi!”

Spesso gli imprenditori motivano così la scelta di non introdurre politiche di welfare all’interno della loro azienda. I datori di lavoro, normalmente, hanno paura di danneggiare i dipendenti intaccando la loro retribuzione fissa. Le politiche retributive sono uno status quo difficile da modificare: i dipendenti sono legati alla loro busta paga, mentre da un punto di vista amministrativo si preferisce continuare con le pratiche assimilate. Eppure, le politiche di welfare, se affrontate con il giusto approccio, portano un duplice vantaggio all’azienda e al lavoratore.

Che cos’è il welfare aziendale?

È l’insieme delle iniziative che il datore di lavoro mette in atto per incrementare il benessere del lavoratore e della sua famiglia, attraverso una diversa forma di retribuzione. Essa consiste in nella fornitura diretta di servizi. Assistenza sanitaria, previdenza complementare, sostegno economico all’istruzione, viaggi, buoni spesa presso la grande distribuzione, sono solo alcune delle prestazioni offerte oggi dalle imprese per i propri dipendenti. Poiché le forme di welfare aziendale godono della totale esenzione contributiva e fiscale, stanno assumendo sempre maggiore importanza sia per i lavoratori che per le imprese stesse. Il welfare aziendale è esente da contributi ed imposte: questo è il suo principale vantaggio percepito dagli imprenditori, ma non è l’unico. Il welfare in azienda rappresenta uno dei principali strumenti di motivazione del personale. Prendersi cura del benessere dei propri dipendenti, migliorare la qualità della vita e offrire un ambiente lavorativo sano ha effetti positivi anche sulla produttività, sulla motivazione e quindi sul business.

Sfatiamo un mito. Tutti i lavoratori preferiscono i soldi, perché gli permettono di ottenere beni e servizi. Ma lo stipendio è solo un modo con cui il dipendente risponde alle proprie necessità. Una corretta politica di welfare soddisfa meglio i bisogni del lavoratore. Una politica retributiva espansiva orientata al welfare è la migliore soluzione sia per l’imprenditore che per il dipendente. Di conseguenza è l’ideale per qualsiasi azienda.

Il bene o servizio è sempre a favore del lavoratore, ed è più apprezzato rispetto a incentivi economici. Perché? Perché prevede forme di intervento scelte dal dipendente. Ecco solo alcune delle forme di welfare di cui già beneficiano moltissimi lavoratori in tutta Italia:

  • Buoni spesa;
  • Buoni pasto;
  • Viaggi;
  • Abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico;
  • Spese per l’istruzione per scuole di ogni ordine e grado;
  • Assistenza ai familiari che necessitino di cure e/o assistenza;
  • Rimborso finanziamenti;
  • Assistenza sanitaria integrativa;
  • Forme pensionistiche integrative.
Parliamo di casi reali.

Recentemente ho fatto consulenza ad un’impresa in provincia di Varese con due stabilimenti produttivi situati a una certa distanza dai centri abitati. La maggior parte dei dipendenti doveva spostarsi per recarsi sul luogo di lavoro, e per questo gli incentivi in busta pensati dall’azienda per non ridurre il potere di acquisto dei dipendenti, non producevano il risultato sperato, anzi si concretizzavano in bassi aumenti netti per il dipendente e alti consti per l’azienda. Di concerto con l’imprenditore ed i dipendenti abbiamo adottato forme di welfare focalizzate sui trasporti, come buoni benzina e abbonamenti ai mezzi pubblici. Abbiamo ottenuto un ottimo risultato: i dipendenti hanno goduto di beni tangibili e l’imprenditore ha ottenuto un impatto positivo sul bilancio aziendale grazie alla politica espansiva del welfare aziendale con conseguente riduzione di costi relativi a contributi ed imposte.

Qualche tempo fa discutevo con un imprenditore su come incentivare al meglio il suo amministratore delegato. In un mercato globale così competitivo, è difficile stimolare un dipendente chiave con bonus economici ottenuti al raggiungimento di traguardi specifici. Un’azienda non è fatta solo di numeri. Dopo un’accurata analisi abbiamo deciso di offrire all’AD come benefit aziendale…una casa! In questo modo il lavoratore, seppur in un ruolo manageriale di alto profilo, ha sentito la fiducia da parte dell’azienda e ha goduto di un bene tangibile. Anche un bene così importante, anche se dedicato a una sola figura-chiave all’interno dell’azienda, può rientrare nel piano delle politiche di welfare, garantendo importanti vantaggi contributivi e fiscali.

Qual è l’errore più grave che potrebbe commettere un imprenditore?

Mi capita spesso di confrontarmi con imprenditori che, per aiutare, premiare od incentivare i loro dipendenti, applicano politiche retributive inopportune. Queste politiche aimè sono consolidate ma appartengono ad un modo vecchio e sbagliato di agire: una pessima abitudine. Queste politiche, purtroppo, più diffuse di quello che si pensi, non portano altro che svantaggi. In primo luogo, si rischia di uscire dal dettato normativo, è questo è sempre un problema. Oltre a questo aspetto fondamentale (operare a norma di legge) si produce un ulteriore danno quello economico che evidenzia i suoi effetti nel bilancio aziendale. Infine, tale pratica non dà sicurezza al dipendente: come può viverla come un incentivo? Come un premio? Tutto l’ambiente lavorativo, in ogni ambito, finisce per risentirne.

Ogni imprenditore dovrebbe pensare in ottica di welfare aziendale.

Oltre a dare la possibilità al datore di operare secondo le norme, fissa i reciproci impegni tra datore e dipendente, dando una garanzia al lavoratore. Il tutto senza dimenticare i vantaggi economici derivanti dall’assenza di carichi contributivi e fiscali. Non tutti i consulenti seguono questo approccio. Per me, un accordo nero su bianco, è sempre la soluzione migliore per ogni imprenditore, per ogni lavoratore, per ogni azienda.

Qualche tempo fa discutevo con un imprenditore su come incentivare al meglio il suo amministratore delegato. In un mercato globale così competitivo, è difficile stimolare un dipendente chiave con bonus economici ottenuti al raggiungimento di traguardi specifici. Un’azienda non è fatta solo di numeri. Dopo un’accurata analisi abbiamo deciso di offrire all’AD come benefit aziendale…una casa! In questo modo il lavoratore, seppur in un ruolo manageriale di alto profilo, ha sentito la fiducia da parte dell’azienda e ha goduto di un bene tangibile. Anche un bene così importante, anche se dedicato a una sola figura-chiave all’interno dell’azienda, può rientrare nel piano delle politiche di welfare, garantendo importanti vantaggi contributivi e fiscali.

Definire un piano di welfare aziendale: il mio approccio

Per prima cosa individuo le criticità durante un incontro preliminare con il datore di lavoro. Mi piace comprendere le necessità dell’imprenditore, per sapere dove creare valore aggiunto attraverso l’introduzione di incentivi.

Una volta stabilito il piano con il datore di lavoro, organizzo un incontro aziendale di fronte a tutti i dipendenti, in presenza delle rappresentanze sindacali. Il confronto per me è sempre necessario. Mi piace affrontare faccia a faccia ogni singolo caso. Si tratta di una buona pratica perché permette di mediare le richieste e di chiarire ogni singolo dubbio. D’altronde un’opportunità non ha bisogno di essere imposta. Questo approccio è vantaggioso per due motivi:

  1. garantisce ai lavoratori, tutelati dalla loro rappresentanza sindacale, che nessuno gli sta rubando nulla. Anzi, è utile a fargli comprendere i benefici che potrebbero ottenere grazie a una politica di welfare.
  2. tranquillizza l’imprenditore, solitamente spaventato dalla possibilità di fraintendimenti che potrebbero minare l’ambiente di lavoro.

Arrivati a questo punto il piano di welfare viene introdotto in azienda. In questo modo l’imprenditore potrà godere della maggiore soddisfazione economica, della maggiore disponibilità e della maggiore produttività dei suoi dipendenti con immediati vantaggi economici sul bilancio aziendale, mentre i dipendenti oltre a godere di un aumentato potere di acquisto, possono usufruire di beni e servizi da loro scelti e pertanto ad alto valore aggiunto.

Se stai pensando a un piano di welfare aziendale veramente vantaggioso per la tua azienda e motivante per i tuoi dipendenti, non esitare a contattarmi.

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